Cancro e genetica, via libera a test umani

Cancro e genetica, via libera a test umani

Arriva il via libera da parte delle istituzioni sanitarie americane ai test umani relativi al cancro ed all’utilizzo dell’ingegneria genetica per la sua cura. Protagonista della sperimentazione che sta per iniziare la tecnica CRISPR-cas9, utilizzata da tempo su modello animale.

genetisti al lavoro su lavagna trasparente

La possibilità di compiere operazioni di ingegneria genetica in trial clinici è arrivata molto prima di quanto gli stessi scienziati si aspettassero. L’autorizzazione da parte del National Institute of Health era attesa per il 2017.  Questa velocità di decisione potrebbe essere stata spinta dai buoni risultati ottenuti sul cancro e sull’HIV negli ultimi studi, portando chi di dovere, una volta verificata la sicurezza, a concedere il via libera. Nello specifico sarà l’Università della Pennsylvania ad occuparsi di questo primo studio.

La tecnica di ingegneria genetica CRISPR-cas9 verrà applicata su 18 pazienti. Si tratta di una ricerca pilota di fase I per comprendere se la procedura possa essere considerata sicura: l’efficacia non verrà presa in considerazione, anche se rilevata. Cosa avverrà? Ai linfociti T rimossi da malati affetti da sarcoma, mieloma e melanoma verranno apportate modifiche genetiche al fine di renderli più aggressivi contro il tumore per poi reimpiantarli.

La tecnica consentirà di inserire all’interno dei linfociti T un gene capace di codificare una proteina in grado di rendere il sistema immunitario dei pazienti più abile nell’identificare le cellule cancerose, il silenziamento di un gene che codifica un protide adibito ad interferire nel processo e l’impedimento della sintesi di una proteina che dà modo al tumore di disattivare i linfociti.

Lo studio avrà una durata di due anni ed è finanziato dal Parker Institute for Cancer Immunotherapy, capitanata dal fondatore di Napster Sean Parker. Per iniziare basterà ora il nullaosta dei comitati etici degli ospedali dove verranno reclutati i pazienti e quello della Food and Drug Administration. Due via libera che gli scienziati sono convinti di ottenere in breve tempo ora che il ministero della Salute americano ha dato il suo assenso.

Alexander Raths

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