Dolore anale

Dolore anale

Dolore anale

Dolore anale

Il dolore anale, ovvero nell’ano, attorno all’ano o al retto, è disturbo piuttosto comune e spesso motivo di preoccupazione. Talvolta, può essere accompagnato anche da sanguinamento rettale, ma nella maggior parte dei casi tale sintomo non è provocato da un problema serio come un cancro all’ano.

SINTOMI: il dolore anale è già di per sé un sintomo, così pure il sanguinamento rettale e il gonfiore. La regione perianale, infatti, essendo ricca di terminazioni nervose è altamente sensibile al dolore, diversamente dalla mucosa rettale e del retto dove la differente innervazione è rende questa zona relativamente poco sensibile.

CAUSE: le cause del dolore all’ano possono essere diverse, tra cui:

  • Ascesso anale
  • Carcinoma anale
  • Carcinoma del retto
  • Coccigodinia (dolore in corrispondenza del coccige)
  • Colite ulcerosa (malattia infiammatoria del grosso intestino)
  • Compressione del nervo pudendo
  • Diarrea
  • Ematoma perianale
  • Emorroidi
  • Fecaloma
  • Fistola anale
  • Morbo di Crohn
  • Proctalgia fugace (dolore a rapida insorgenza di breve durata dovuto ad uno spasmo muscolare)
  • Proctite (infiammazione della mucosa che riveste l’interno del retto)
  • Prurito anale
  • Ragade anale
  • Rapporti sessuali
  • Sindrome dell’elevatore dell’ano (spasmi dei muscoli che circondano l’ano)
  • Sindrome dell’ulcera solitaria del retto (ulcera del retto solitamente associata ad intussuscezione del retto)
  • Stitichezza
  • Trombosi emorroidaria
  • Traumi

Tra le cause sopraelencate, la stitichezza, le ragadi, l’ascesso anale e la trombosi emorroidaria sono sicuramente quelle più frequenti. Il dolore dopo la defecazione ad esempio, è tipico di chi soffre di stipsi. L’emissione di feci di consistenza dura, infatti, può lesionare la mucosa anale, provocando appunto dolore. Anche le ragadi e l’ascesso anale provocano forte dolore, che tende a peggiorare dopo la defecazione. La trombosi emorroidaria, invece, è la principale complicanza delle emorroidi è si presenta con dolore intenso ed improvviso, tumefazioni rosso scuro di piccole dimensioni che evolvono verso la necrosi e l’ulcerazione con emissione di sangue scuro coagulato in piccola quantità.

Un caso a sé stante il dolore anale durante il ciclo mestruale. La comparsa di dolori pelvici e di conseguenza ai vari organi interessati non è rara nelle prime fasi delle mestruazioni, soprattutto per le donne che soffrono di dismenorrea. Tale condizione è causata liberazione di sostanze ad azione infiammatoria (prostaglandine) che una volta dismesse sono attive su tutte le strutture confinanti. Il canale anale, infatti, è contiguo alla parete vaginale. Alcuni medici, per ovviare al dolore, consigliano di assumere un farmaco antinfiammatorio (es. Ibuprofene) prima che si manifesti la sintomatologia dolorosa per contrastare l’effetto delle prostaglandine.

DIAGNOSI: Le cause di dolore anale possono essere diagnosticate facilmente nel corso di una visita proctologica. L’esame clinico comprende ispezione ed esplorazione anorettale. Sarà poi lo specialista a valutare se procedere con eventuali accertamenti strumentali o bioptici.

CURA: A seconda della diagnosi verrà impostato il trattamento più indicato, per risolvere in modo stabile il problema. Ad esempio, in caso di ragade anale, la terapia in fase iniziale mira a mantenere le feci morbide e ridurre l’ipertono delle sfintere con farmaci per via orale e ad uso topico antidolorifici e bidet caldi. In caso di ascesso anale la cura consiste nel drenaggio chirurgico, mentre la terapia della trombosi emorroidaria prevede l’assunzione di farmaci per via orale e topica, tuttavia l’incisione chirurgica in anestesia locale, se eseguita precocemente rispetto all’ insorgenza della malattia, risolve in modo rapido ed efficace la complicanza e la sua sintomatologia.

Per ulteriori informazioni rivolgersi al proprio medico. Le informazioni fornite su MedicinaLive sono di natura generale ed a scopo puramente divulgativo, e non possono sostituire in alcun caso il consiglio di un medico (ovvero un soggetto abilitato legalmente alla professione), o, nei casi specifici, di altri operatori sanitari.

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Via| Paola Lolli Proctologia e Dottor Andrea Favara – Chirurgia generale; Photo Credit| Thinkstock

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