Risonanza magnetica senza rischi per bimbi con impianti al Bambino Gesù

Risonanza magnetica senza rischi per bimbi con impianti al Bambino Gesù

La risonanza magnetica è un esame diagnostico che diventa da oggi privo di rischi per i bambini con impianti. Pacemaker, protesi metalliche con qualsiasi altro tipo di dispositivo impiantabile non rappresenteranno più un problema per i pazienti che devono essere sottoposti a questo tipo di esame. La prima procedura di sicurezza in Italia è stata messa a punto dall’Ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma: a lavorarci, fisici sanitari e medici del Dipartimento di Diagnostica per Immagini.

come si fa risonanza magnetica

Vittorio Cannatà, responsabile della Fisica Sanitaria del Bambino Gesù, spiega il percorso che ha portato l’ospedale romano a fare di tutto per rendere la risonanza magnetica priva di rischi per i bambini con impianti metallici.

Dopo anni di studi e ricerche siamo riusciti a sviluppare una procedura, certificata anche dalla Joint Commission International, che regola le modalità per effettuare in sicurezza la risonanza magnetica sui pazienti impiantati. Siamo quindi in grado di stabilire in quali circostanze, di fronte a quale tipo di dispositivo e con quale grado di rischio eseguire o meno l’esame. Ovviamente la valutazione viene fatta caso per caso

Sono tantissimi i bimbi che hanno dovuto subire interventi di impianti, ecco perché la cosa di sottoporsi a risonanza magnetica senza rischi diventa una possibilità importante che consente, anche ai piccoli pazienti meno fortunati, di accedere in tutta sicurezza a esami diagnostici che erano finora erano considerati potenzialmente pericolosi. Il rischio di effettuare una risonanza magnetica in presenza di pacemaker e protesi metalliche è quello denominato effetto calamita: il campo magnetico generato dal macchinario esercita attrazione sui supporti metallici impiantati causando anche interferenze in grado di influire anche sulla qualità delle immagini, rendendole prive di qualsiasi utilità. La possibilità di seguire un protocollo ben preciso in grado di annientare i rischi collegati alla presenza di impianto in caso di risonanza è un buon risultato.

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Fonte | Bambino Gesù

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